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Storia del monastero


Chi eravamo…

Il nostro monastero, posto a circa 700 metri sull’Appennino modenese, deve la sua origine alla volontà di un nobile di Fanano, il conte Ottonello Ottonelli desideroso di potere offrire alle giovani della montagna che aspiravano alla vita religiosa un luogo dove poter realizzare la loro vocazione.

Così, pur tra tante difficoltà, ottenuta l’approvazione del Papa Clemente VIII, il monastero fu eretto canonicamente l’8 settembre del 1599 dando vita alla prima fraternità di clarisse formata da due suore domenicane di Fiumalbo (Mo), che accettarono di professare la Regola di santa Chiara e da quattro giovani di Fanano e dintorni.


Annunciazione
Inizi sec. XVII – Francesco Cavazzoni
Chiesa del Monastero S. Chiara

Da quel giorno il carisma di Chiara ha continuato a vivere ininterrottamente tra le nostre montagne, a parte il doloroso periodo delle soppressioni napoleoniche, durante il quale, per alcuni anni, le sorelle dovettero abbandonare il monastero.

Nel 1945 le sorelle, che nel frattempo si erano ridotte a un piccolo numero, chiesero aiuto al Protomonastero di Assisi che inviò una sorella come abbadessa, madre Chiara Maria Rubino. In breve il monastero rifiorì con nuove vocazioni provenienti da alcune regioni d’Italia.

Oggi chi siamo…

Siamo sedici sorelle di età compresa fra i 30 e i 90 anni. Attraverso avventure diverse e storie vocazionali di varia origine siamo approdate qui a Fanano, arrivando dal Veneto, dalla Sardegna, dalla Lombardia, dalla Basilicata e dalla Sicilia, senza dimenticare la buona vecchia Emilia-Romagna. Ci teniamo in contatto con gli altri monasteri di clarisse, in particolare quelli della nostra regione e del Veneto e siamo sotto la giurisdizione dei Frati minori della Provincia Minoritica di Bologna.

Viviamo nella clausura la regola delle sorelle povere di santa Chiara approvata dalla Chiesa nel 1253 e fondata sulla preghiera, sulla vita fraterna e sul lavoro in “altissima povertà”.

Preghiera

“Le sorelle non estinguano lo spirito della santa orazione e devozione, al quale tutte le altre cose temporali devono servire.”

(dalla Regola di S. Chiara).

La preghiera liturgica dà ritmo alla nostra giornata dandole un inizio e una fine e scandendone i vari momenti.

Abbiamo anche tempi di preghiera personale e giorni dedicati all’adorazione eucaristica.
La nostra chiesa aperta al pubblico permette agli abitanti di Fanano e a chiunque passa per la nostra strada di partecipare con noi alla preghiera e di fermarsi quanto vuole davanti al Signore.

Vita fraterna

“…amandovi a vicenda nell’amore di Cristo, quell’amore che avete nel cuore, dimostratelo al di fuori con le opere.”

(dal testamento di S. Chiara).

Chiara parlava di “opere” perché sapeva per esperienza che la vita fraterna è costruita su relazioni quotidiane fondate nell’amore di Cristo” e su gesti concreti fatti di piccole cose e attenzioni.

Vivere assieme comporta per noi una conversione continua perché significa: accogliersi, prendersi cura l’una dell’altra, ascoltarsi, correggersi e… stare insieme “nella buona e cattiva sorte”.

“Le sorelle alle quali il Signore ha dato la grazia di lavorare, lavorino, applicandosi a lavori decorosi e di comune utilità, con fedeltà e devozione…

(dalla Regola di S. Chiara).

Anni fa le nostre sorelle per mantenersi svolgevano vari lavori di maglieria, di ricamo e di produzione di ostie.

Oggi ci dedichiamo in particolare ai lavori di casa, alla coltivazione dell’orto, all’accoglienza di ospiti nella nostra foresteria e alla cura delle sorelle ammalate.

Lavoro


Il nostro sostentamento è affidato alla Provvidenza che non ci ha mai abbandonato, grazie all’affetto e alla generosità di tanta gente.


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